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Dall’Uva al Vino.

Scuola dell’Infanzia:

Obiettivo: conoscere le parti della vite, le caratteristiche del grappolo;

Conoscere le fasi della vinificazione.

Attività: ascoltare e comprendere; esperienza pratica di vinificazione in classe,  ricostruzione di eventi in sequenze; raffigurazioni polimateriche; giochi motori di coordinazione e ritmo.

Programma:

Fattoria Caratozzolo (Pellegrina di Bagnara).

Ore 8.30 partenza dalla scuola;

Ore 9.00 arrivo e accoglienza con merenda a base di prodotti tipici. A seguire inizio attività con la visita della vigna e la raccolta dell’uva, pigiatura e travaso.

Ore 12.30 pranzo a base di prodotti da forno tipici.

Ore 15.30 circa rientro a Gioia Tauro.

Per il Nido e Sezione Primavera, l’attività didattica “Dall’Uva al Vino” sarà svolta all’interno del nostro istituto.

 

La vendemmia

L’uva è un frutto prelibato, caratteristico della nostra nazione mediterranea, cioè l’Italia.
Il grappolo di uva è l’insieme di tanti chicchi.
Il chicco di uva è detto anche acino di uva.
Il chicco è di forma ovale, è di colore violetto o dorato, è liscio, tenero e fresco.
Ogni chicco è formato dalla parte esterna detta buccia, dalla polpa e dai semi.
La buccia è liscia e sottile; la polpa è succosa e molto tenera.
I semi sono piccoli, duri, di colore marrò ed hanno la forma di una pera.
Il chicco di uva è molto dolce, saporito.
Messo in bocca ha un gusto molto gradevole.
I rami della vite si chiamano tralci.
Le foglie della vite si chiamano pampini.
Sul tralcio vi sono diversi viticci.
I viticci sono dei prolungamenti fini e lunghi; servono alla vite per
aggrapparsi ai sostegni.
L’uva si mangia come frutta. 
La pianta da cui si raccoglie l’uva si chiama vite.
Quando l’uva raggiunge la piena maturazione, cioè alla fine del mese di agosto nel sud dell’Italia.
Al nord la maturazione avviene alla fine del mese settembre inizi del mese di ottobre.
Dicevamo, quando l’uva raggiunge la piena maturazione va raccolta.
Infatti se viene lasciata sulla pianta gli uccelli e le api iniziano a mangiarla e va perduta.
L’uomo ha trovato un modo di conservare nel tempo i principi nutritivi dell’uva.
Il modo è il seguente.
Si raccoglie l’uva matura nei secchi di plastica o nelle vaschette di plastica.
Poi con i piedi si pigia l’uva fino a far uscire tutto il succo.
Pigiare vuol dire saltellare con i piedi sull’uva fino a spremerla tutta, rompendo tutti i chicchi dell’uva.
L’uva, una volta pigiata, si chiama vinaccia.
Per spremere meglio l’uva si usa uno strumento meccanico detto torchio.
Il torchio ha al centro una vite molto lunga.
Girando la parte superiore del torchio, detta chiocciola
essa si abbassa, premendo e schiacciando la vinaccia fino a fare uscire tutto il mosto.
Mosto è il succo di uva una volta spremuta.
Il mosto si versa in un contenitore di vetro che può essere una bottiglia o una damigiana.
Si lascia fermentare il mosto, lasciando il contenitore di vetro aperto in un luogo aerato.
Sulla superficie si formano numerose bollicine.
Se prendiamo una goccia di mosto e lo mettiamo sul vetrino di un microscopio, vediamo tanti piccolissimi organismi in continuo movimento.
Il microscopio è uno strumento che ingrandisce le cose e le fa sembrare più grandi.
E’ come una lente, ma ingrandisce molto di più.
Questi organismi microscopici, non visibili ad occhio nudo, si chiamano saccaromiceti.
Essi sono esseri viventi e si nutrono dello zucchero contenuto nel mosto.§
Essi trasformano il mosto in alcool liberando anidride carbonica.
L’anidride carbonica è un gas tossico.
I saccaromiceti sono sempre al lavoro; questo lavoro determina la fermentazione.
Attenzione che la fermentazione emette dei gas nocivi per cui la stanza deve essere aerata; cioè dobbiamo lasciare una finestra o una porta aperta, in modo da favorire il ricambio dell’aria.
Dopo circa un mese si chiude il contenitore.
Quando arriva circa metà novembre il mosto è diventato vino.
La vendemmia è l’operazione di raccogliere l’uva e fare il vino.
Vendemmiatore: l’uomo che vendemmia.
Vendemmiatrice: la donna che vendemmia.
Vendemmiare: fare la vendemmia.

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